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SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGICA
In età romana in riva al lago di Garlate, venne costruito un edificio
disposto a gradoni sul versante della collina. Verso il lago, vi era un
approdo; a monte, la strada pedemontana che, attraversato lAdda
ad Olginate, dove ancora si conservano sottacqua i pilastri del
ponte romano, iniziava a risalire verso la sella di Galbiate. Alcune murature delledificio romano vennero riutilizzate, nel corso del V secolo, per una cappella funeraria privata. Ad aula unica, con abside semicircolare aggiunta presumibilmente in un secondo momento, accolse una ventina di sepolture: un sarcofago, una tomba alla cappuccina, la altre a cassa di lastre di pietra. A questa prima fase di inumazione sono da riferire le sottili lapidi funerarie di marmo, databili tra il 489 e il 539, collocate in origine sulle pareti del sacello. Lo scavo ne ha restituito numerosi frammenti che si aggiungono alle tre rinvenute nel XVIII secolo e ancora nel 1896. Lepigrafe più importante, e più antica, è
quella già ricordata del vir illustris Pierius, ma non abbiamo
elementi per dire se il mausoleo venne costruito espressamente per lui
e poi usato anche da altri, o se già esistesse allorché
vi venne deposto. Presumibilmente alla fine del VII secolo, il sacello cimiteriale venne
trasformato in oratorio con laggiunta di unabside semicircolare
e con una generale ripavimentazione: quella dellabside con un mosaico
di tessere recuperate, quello della navata con pezzi di pavimento a terrazzo
di età romana riposizionati e riallettati su malta, singolare esempio
di reimpiego di materiali antichi. La cappella altomedievale non subì
modifiche strutturali di rilievo, né venne più utilizzata
per sepolture fino attorno al Mille, quando, al suo posto, venne edificata
una più ampia chiesa romanica a tre navate, della quale sopravvive
attualmente in alzato il campanile. Un altro oratorio, che lintitolazione a S. Cassiano fa presumere
di antica origine, sorgeva lungo la strada romana poco a monte di S. Stefano.
Ricostruito in forme moderne, non conserva alcuna traccia della sua presumibile
antichità. Solo nel Bassomedioevo, quando venne ricostruita in forme romaniche,
la cappella di S. Stefano soppiantò il primitivo luogo di culto
di S. Agnese. La nuova chiesa era a tre navate e tre absidi, con alto
campanile che ancora sopravvive in alzato. La chiesa era affrescata: nellabside
della navata meridionale se ne conservano alcuni frammenti. Sepolture
vennero deposte sistematicamente sia allinterno che allesterno
della chiesa, a significare una rinnovata funzione cimiteriale, questa
volta in collegamento con la cura danime.
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| GARLATE, PIEVE DI S.STEFANO: IMMAGINI CON CROCI TOPOGRAFICHE RIFERITE ALLA MAGLIA DI SCAVI | |||||
| Un episodio significativo, che
le fonti scritte consentono di collocare nel XIII secolo, fu infine la fortificazione
dellabitato e della chiesa con un vallo che tagliò la prima
fase delle tombe bassomedievali. Rimase in uso per breve tempo; sul suo
reinterro si impostò una nuova fase di sepolture.
Gian Pietro Brogiolo Tra il 1995 e il 1997, presso la Pieve di S. Stefano di Garlate si sono succedute tre distinte campagne di scavo, promosse e finanziate dal parroco don M. Colombini. Direzione scientifica: G. P. Brogiolo (Dipartimento di Scienze dellAntichità dellUniversità di Padova); responsabili di scavo: G. Bellosi e L. Doratiotto; responsabile dei rilievi: A. Maifreni |
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